Sebbene la campagna di vaccinazione anti Covid-19 stia marciando a ritmi sostenuti e si assista ad un ritorno graduale ad una vita sociale finalmente più attiva, il lavoro a distanza svolto tra i confini delle mura domestiche, non sembra essere solo la necessaria e passeggera parentesi relegata al periodo di pandemia, ma un fenomeno destinato a rimanere.

Smartworking

Lo smart working è qui per rimanere (“work from home is here to stay” dicono anche fuori dai confini italiani).

Il lavoro a distanza, anche parziale, è la nuova normalità. Si tratta di un cambio di passo irreversibile. Come tale, è bene non sia sottovalutato dalle organizzazioni.
La direzione più promettente, pare sarà (e sia già) quella del modello ibrido il “distributed work”: il giusto compromesso di alternanza di presenza in ufficio e attività da remoto (spesso con la maggior parte del tempo trascorso da remoto).
Con aspetti sia positivi sia negativi è un fenomeno ormai sempre più consolidato e che evolverà. Non sarà più solo uno strascico temporaneo post – pandemia, ma proseguirà come fenomeno acquisito; oltre la libertà di movimento riconquistata per l’immunità di gregge.
Molte aziende stanno pianificando una nuova combinazione di lavoro remoto e in loco, dando origine a un nuovo modello di lavoro ibrido.
Una strategia emergente è, ad esempio, quella di avere giorni specifici per riunioni e collaborazioni di persona e quindi altri giorni assegnati per il lavoro a distanza. Le riunioni di persona possono essere riservate a sessioni di brainstorming, introduzione di nuovi progetti o esercizi di team building, mentre i giorni in remoto invece per lavori che possono essere eseguiti individualmente.

L’ufficio stesso viene ridisegnato e riorganizzato, ridotto, eliminando metri cubi di scrivanie e creando spazi di incontro più collaborativi.
Aziende di spicco, oggi, nell’era dei vaccini, accetta di consentire al personale di continuare a lavorare permanentemente da casa (tra cui i giganti della tecnologia come ad es. Microsoft, Facebook, Twitter, Shopify. Anche Deutsche Bank sta pensando di consentire il lavoro a distanza almeno due giorni alla settimana).
Questa attitudine riguarderà sempre più settori produttivi, anche i più piccoli e in modo capillare.
Sappiamo che in piena pandemia, la produttività non solo è aumentata, ma interi settori hanno retto grazie ai remote workers in tutto il mondo.

La tecnologia ha dimostrato, di poter reggere la sfida di una forza lavoro dispersa geograficamente: strumenti di comunicazione e collaborazione come Zoom, Microsoft Teams e Slack sono stati cruciali per il boom del lavoro remoto. L’utilizzo di queste piattaforme è esploso, portando a un aumento del numero di lavoratori che utilizzano smartphone o tablet personali per il lavoro. Solo Microsoft Teams ha aggiunto circa 40 milioni di utenti nell’arco di sei mesi l’anno scorso.

È ora di prepararsi per soluzioni post-pandemia

Ribadiamolo. Lo Smart Working, a livello globale, è già diventata la norma per la maggior parte delle aziende. Sarebbe fuorviante presumere che i vaccini contro il coronavirus inaugureranno un completo ritorno in un mondo pre-pandemia. Entro il 2025, si stima che il 70% della forza lavoro funzionerà da remoto almeno cinque giorni al mese.

Il tema non è quando, ma come, prepararsi e non limitarsi all’improvvisazione (prima comprensibile prima per l’urgenza pandemica ma non auspicabile per il futuro). La competitività si misurerà davvero solo tra le realtà che hanno fatto sistema attorno alla flessibilità.  
È giunto il momento di investire in un make over digitale delle proprie attività e valutare le opportune tecnologie abilitanti per prepararsi alla permanenza del remote working.

Come attrezzarsi?

Le aziende possono raggiungere questo obiettivo incorporando una tecnologia che:

  • promuova una collaborazione digitale sicura tra i dipendenti e team,
  • renda le attività organizzate e favorire le performance per mantenere ed attrarre i migliori talenti;
  • supporti obiettivi di crescita strategica più ampi.

Abbiamo scoperto che il lavoro a distanza, se ben organizzato è indice di: maggiore produttività, rinnovato benessere, atteggiamento responsabile e pro – attivo di ciascun individuo se legato al raggiungimento di obiettivi.

In un sondaggio recente condotto da Mercer (società di consulenza) sulle risorse umane e sui benefici sul posto di lavoro, il 94% dei datori di lavoro ha affermato che la produttività era la stessa o superiore a prima della pandemia, anche con i propri dipendenti che lavoravano da remoto.
Lo smartworker è mediamente più motivato e soddisfatto della relazione con i propri capi e colleghi rispetto agli altri lavoratori per il miglioramento della conciliazione vita privata/lavorativa. 
Si tratta di adottare la giusta tecnologia, disegnarla su misura, per fidelizzare e sprigionare le potenzialità nascoste e automatizzare i processi il più possibile.

Uno degli aspetti da non sottovalutare di una forza lavoro distribuita è la messa in sicurezza dei dati aziendali. Le persone sono in genere più a loro agio nell’assumere rischi online e a casa che in ufficio. Più le organizzazioni consentiranno ad una parte significativa della forza lavoro di rimanere remota, più la sicurezza informatica diventerà una preoccupazione ancora maggiore.

Nel Rapporto sul futuro del lavoro remoto sicuro di Cisco, l’85% di tutti gli intervistati ha riferito che la sicurezza informatica è estremamente importante o più importante di prima della pandemia. Motivo in più per non sottrarsi a fornire opzioni di lavoro a distanza adeguate ed esente da rischi di perdita, compromissione dei dati o di attacchi informatici.
Vi sono Piattaforme che costruite su misura, mentre abilitano tutte le potenzialità latenti (anche grazie a strumenti di intelligenza artificiale), garantiscono contemporaneamente i massimi livelli di sicurezza.

Nello scegliere la giusta soluzione per la tua azienda occorre tenere a mente una soluzione tecnologica che abbia queste caratteristiche:
  • dovrebbe essere costruita su misura per soddisfare le tue specifiche esigenze;
  • assicurati che sia dotata di tutti i canali di comunicazione accessibili in sicurezza da remoto;
  • che sia scalabile;
  • che i dati siano archiviati in modo sicuro;
  • che il tuo fornitore abbia una buona esperienza nello sviluppo di miglioramenti tempestivi in risposta o in previsione di nuove linee guida e nuove normative.

Nel post Covid i grandi vincitori saranno quelli che si saranno messi in discussione, dandosi nuove priorità, e adottato con la tecnologia modelli operativi più efficaci.

Lo Smart Working è qui per rimanere e la nuova tendenza è l’investimento in infrastrutture digitali e la riorganizzazione degli spazi fisici di lavoro. Il primo passo è l’adozione di Microsoft 365.

M365 risponde a queste sfide e consente lo sviluppo di soluzioni personalizzate.

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